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La sicurezza nell'apnea

La presenza di un sistema di assistenza e soccorso ben organizzato è condizione assolutamente necessaria alla pratica di qualunque forma di immersione in apnea. Le norme di sicurezza sono poche e molto semplici e consentono di risolvere senza conseguenze la maggior parte degli incidenti possibili, ma la mancata osservazione di una sola di esse può avere conseguenze drammatiche...

  • Sistema di coppia: l'apneista deve sempre, prima di ogni apnea, individuare un compagno che lo tenga d'occhio e che sia pronto a intervenire in caso di incidente. Il compagno dev'essere almeno allo stesso livello di chi si sta cimentando nella prova e, naturalmente, dev'essere preparato per portare a termine le operazioni di recupero e di primo soccorso. Anche (e soprattutto) all'interno di gruppi numerosi, l'apneista deve individuare in modo chiaro ed univoco il suo compagno.
  • Apnea profonda: fondamentale, nell'apnea profonda, è la presenza del cavo guida, che possa indicare all'apneista la via più diretta per la superficie e fornire, in caso di necessità, un supporto per raggiungerla. È buona norma, specialmente su tuffi oltre l'80% del proprio massimale, predisporre un cavo di sicurezza che vincoli l'apneista, in caso di incidente, ad almeno 2m dal cavo guida. Su apnee molto profonde (da quantificare in base a molti fattori, tra cui la visibilità e la temperatura dell'acqua) l'assistenza di superficie offerta dagli altri apneisti non è più sufficiente e diventa importante poter contare su sommozzatori d'assistenza in fondo al cavo e a quote intermedie, ciascuno munito di pallone di sollevamento d'emergenza. L'assistenza di superficie rimane comunque fondamentale in quanto, per effetto del brusco abbassamento della pressione parziale di ossigeno, il pericolo di sincope è massimo durante gli ultimi 15m della risalita.
    Uno dei fenomeni più particolari che coinvolgono l'organismo nelle discese molto profonde è lo spostamento del sangue dalle zone periferiche del nostro corpo (mani, braccia, piedi, gambe), verso il tronco. Questo movimento di sangue viene chiamato emocompensazione (blood shift).

    Questa particolare capacità di adattamento, che accomuna l'uomo a tutti i mammiferi marini e che incoraggia le tesi di coloro che ci vogliono discendenti dal mare, instaura all'interno del nostro torace una massa liquida incomprimibile che ne impedisce l'implosione (i francesi, con un'espressione pittoresca, chiamano questo fenomeno erezione polmonare, gli inglesi più semplicemente, spostamento del sangue).

  • Apnea in assetto variabile: valgono gli stessi accorgimenti dell'apnea profonda in generale. Se non si dispone di sommozzatori di assistenza è necessario limitare la profondità e raddoppiare il sistema di coppia: si scende due apneisti per volta e ciascuno deve avere il proprio assistente di superficie. La zavorra dev'essere interamente sulla slitta, in modo da facilitare la risalita anche in caso di emergenza. Se la risalita è affidata a un pallone di sollevamento, a meno che non sia comunque possibile risalire autonomamente con ampi margini di sicurezza, è fondamentale disporre di un sommozzatore di assistenza con pallone di sollevamento d'emergenza.
  • Apnea dinamica: nell'apnea dinamica il compagno deve seguire l'apneista durante tutta la prova dalla superficie reggendosi a una tavoletta o altro sistema di galleggiamento, che verrà utilizzata per offrire un primo sostegno all'apneista alla fine della prova. Questa sicurezza, apparentemente esagerata, si rende necessaria perché l'ambiente sicuro di una piscina spesso può indurre l'apneista a "esagerare", spingendosi pericolosamente ai propri limiti.
  • Pesca subacquea: anche se "scomoda", perché la presenza di più apneisti può spaventare il pesce, è fondamentale il sistema di coppia. Gli incidenti succedono in tutte le discipline dell'apnea ma, mentre nell' apnea pura gli incidenti mortali sono assai rari, nella pesca subacquea, proprio per la tendenza a sottovalutare questo aspetto, un incidente banale può portare alla morte. Va inoltre considerato che la pesca in coppia non dev'essere ritenuta un peso, si tratta di un'ottima occasione per stare in compagnia di amici e spesso, soprattutto nella pesca in tana, può far molto comodo contare sull'aiuto di un altro pescatore...
 
fonte: wikipedia  
 
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